graffiti luminosi nella notte genovese
graffiti luminosi nella notte genovese
Scritto alle 12:24 m. | Permalink | Commenti (0)
Ho appena iniziato 'Leggere Lolita a Teheran' di Azar Nafisi, un libro coinvolgente, nel quale ho trovato un passaggio che mi ha particolarmente colpito e che riporto più avanti, nel quale l'autrice cerca di rispondere ad una sua allieva che si chiedeva perchè storie come Madame Bovary o Lolita - così tristi e tragiche - ci trasmettano una specie di felicità.
"Ogni fiaba offre la possibilità di trascendere i limiti del presente e dunque, in un certo senso, ci permette alcune libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono, hanno in sè il nocciolo d'una rivolta, l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà, e ne acquisisce il controllo dando origine a un mondo nuovo, che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti, gli orrori e i tranelli della vita. La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono. Ecco perchè ci piace Mdame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola, volgare, poetica e sfacciata eroina."
Scritto alle 03:01 p. | Permalink | Commenti (0)
Ho deciso di aderire all'iniziativa antirazzista "Estate a cappello" esponendo 4 opere all'interno della libreria di piazza delle erbe.
Scritto alle 05:52 p. | Permalink | Commenti (0)
Una sera, mettendo da parte le diffidenze verso i libri troppo famosi, andai al cinema a vedere “Uomini che odiano le donne”, tratto dall'omonimo romanzo di Larsson, e come accadde a migliaia di persone prima di me, mi innamorai dei personaggi e dello scrittore ammirai come attraverso un plot avvincente sapeva trasmettere i messaggi che gli stavano a cuore: lotta contro lo sciovinismo, le sopraffazioni, le ingiustizie.
Con l'autore scoprii altre affinità, come l'antirazzismo, la passione per la fantascienza e i problemi cardiaci...certo, lui contro il razzismo ha fatto molto più di me, che mi sono limitato a militare, e io con il cuore mi sono fermato ad un passo dal precipizio, senza caderci...
Fui quindi preso dalla febbre di sapere il seguito della storia, un libro me lo imprestarono, l'altro lo comprai, ma non mi bastava – allora partorii l'idea di andare a Stoccolma alla ricerca dei luoghi topici, delle atmosfere, della realtà alla base della finzione romanzesca.
Da questa esperienza nascerà forse una breve guida ufficiosa e non autorizzata, un breve excursus semiserio dei topoi della saga larssoniana...
Scritto alle 03:50 p. | Permalink | Commenti (0)
Vedevo 'Nikita' anni fà, e ne conservavo ormai solo lo sbiadito ricordo, fino a che non mi decisi ad acquistare il cofanetto della stagione 1: un flash!
Davvero una bella serie, alla quale i creatori di 24 si sono ispirati, senza raggiungerne i risultati.
Bravi gli interpreti, belli i personaggi, storie inquietanti e adrenaliniche.
Tutte e cinque le stagioni sono disponibili in streaming su internet. C'è anche un bel libro edito da Pov Press "Inside section one", autore Christopher Heyn.
Scritto alle 04:16 p. | Permalink | Commenti (0)
Peter Kolosimo sostiene, nel suo 'Non è terrestre', che il territorio comprendente gli attuali Stati Uniti sia stato teatro, in un remoto passato, di eventi apocalittici.
Parla di una leggenda degli indiani canadesi, raccolta da Baker, secondo la quale in tempi remotissimi la civiltà dell'uccello del tuono avrebbe liberato gli antichi canadesi dalla tirannia dei 'demoni'; i quali poi sarebbero ritornati ingaggiando una guerra che avrebbe portato la distruzione totale del Nord America e risospinto nella barbarie i suoi abitanti.
Tra gli indizi di questi conflitti dimenticati: le rovine senza tempo della Valle della morte (che fanno pensare all'uso di armi nucleari), la scomparsa del cavallo, gli enigmatici mounds, le numerose civiltà preistoriche scomparse senza lasciare traccia...
PK cita anche un'affermazione dei Maya che stranamente riverbera nelle parole di Baudrillard (in 'America' pag.42): "Questo paese' -dicono dell'America centro-settentrionale-'è il regno della morte. Vi migrano soltanto le anime che non si reincarneranno mai....eppure fu abitato,molto tempo fa dalla razza degli uomini antichi."
A margine annotavo "Immanenza? Ciclicità? Sista ripetendo ciò che è già stato? E d'altronde, cos'è stato? Materiale per elucubrazioni fantastiche, astrazione assoluta della storia, sua semplificazione estrema...analogie. Le affermazioni dei Maya, lapidarie, riproposte,in buona fede, nel saggio d'un uomo contempoaneo (con il supporto teorico relativo) Coincidenza significativa? Cfr anche?Il mattino dei maghi' il quale attinge da materiale analogo (eterogeneità, impressionismo, mistica)"
Scritto alle 03:59 p. | Permalink | Commenti (0)
percorrendo i caruggi della fantascienza
Fantascienza e sinistra estrema sono state tra le mie dipendenze, vissute con sentimenti ed emozioni ambivalenti; mi donavano la sensazione di far parte di qualcosa di grande e giusto, ma al prezzo della mia libertà: mi sentivo dominato – erano la maschera da indossare, la coperta che mi riparava dal freddo e dal buio.
Poi è arrivato un momento in cui ho affrontato i miei fantasmi, uscendo allo scoperto, e mi è venuto naturale esorcizzarli con la parola scritta, nei codici del fantastico, e la fantasia e la creatività, non più ingabbiate hanno cominciato a scorrere libere – la mia prima raccolta di racconti è quasi pronta per essere pubblicata...
Scritto alle 05:07 p. | Permalink | Commenti (0)
No futures 2
percorrendo i caruggi della fantascienza
Mi aggiravo tra le bancarelle di libri usati quando scoprii Robot: fu un'illuminazione! Una vera rivista che raccontava fatti e misfatti degli abitanti di quello strano mondo chiamato fantascienza, uao!
Peccato che fossero eventi vecchi, risalenti agli anni settanta: un'epoca lontana anni luce, anche se ci trovavamo solo alla fine degli ottanta.
Ben presto, mi accorsi che la sezione narrativa non mi prendeva granché, mi interessava ricostruire gli eventi di quel microcosmo umano: la fantascienza c'entrava poco!
Ciò che mi interessava era capire come funzionassero e agissero gruppi umani che sceglievano di percorrere strade marginali o controcorrente della società umana.
Quando ritrovai Robot, finalmente nella mia corrente temporale, ne fui deluso: erano loro, ora, ad essere sfasati temporalmente!
Scritto alle 10:51 m. | Permalink | Commenti (0)
percorrendo i caruggi della fantascienza
Mi piacerebbe non sentirmi un extraterrestre quando leggo su libri e riviste specializzate le opinioni e le critiche degli 'esperti' del settore.
Scoprire in me questo senso di estraneità per l'ambiente sf, e i suoi riti e miti è stato uno shock.
Ma, ripensandoci, è ciò che mi ha sempre frenato dal cercare un coinvolgimento più profondo.
E questa 'diffidenza' è dovuta al fatto che percepivo un'aria di 'ghetto', un negare nei fatti la caratteristica che mi faceva amare la fantascienza: il suo insegnare a pensare fuori dagli schemi e dai condizionamenti, la sua carica libertaria e iconoclasta.
O almeno così credevo...ultimamente sono invece arrivato alla conclusione che la carica libertaria fa parte della fantascienza solo incidentalmente, quale portato dell'autore, e non in quanto sua caratteristica intrinseca, ed in quanto alla sua apertura mentale, spesso vale solo per quanto riguarda il futuro della scienza o della società, raramente quando si tratta di emozioni o sentimenti; spesso l'essere umano è assente...
Scritto alle 06:20 p. | Permalink | Commenti (0)
CARMILLA BLUES
-mò je bbutto er bomeranghe
e te demolisco er ciccione-
JAC
Capitolo 1
Proprio al centro di Poets Esplanade, dove si esibiscono giocolieri e saltimbanchi, fachiri e zingare veggenti, sorge una vecchia statua in ferro arrugginito, dono d'uno scultore visionario, che rappresenta Byron con il suo alter ego Ruthven.
Claude e Martin avevano l'abitudine di ritrovarsi lì prima di andare al vecchio tendone a righe dove si riuniva il Comitato per la salvezza della Terra, di cui entrambi facevano parte.
Claude sembrava piuttosto scossa, quella mattina, e Martin gliene chiese la ragione.
-Ho avuto un incontro da brividi ieri sera- Disse Claude accendendosi una sigaretta.
-Ti sei imbattuto in qualche gang?- Chiese Martin.
-Peggio. Ho incontrato due vampiri- Rispose Claude.
Martin guardò l'amico, cercando di trattenersi, ma non ci riuscì e scoppiò a ridere. Era un ragazzo scuro di pelle, sempre in movimento, il contrario di Claude che era di carattere flemmatico.
-Tutto quel tempo passato davanti alla tv a guardare Buffy ti ha fuso il cervello!- esclamò quando riuscì a parlare.
-Mi sono cagato addosso, ti assicuro- Affermò Claude.
Martin s'accorse che l'amico parlava sul serio, così si scusò pregandolo di proseguire nel racconto.
- Ho fatto la scorciatoia per andare a casa, ieri sera: Carpathian Avenue-
-Quella è la zona dei Lonely hearts, di notte off-limits per tutti. Che ti passava per la mente?-
-Birra...-
-Hai esagerato?-
-Credo di si...anzi, ero ubriaco-
-Continua. Ti prendo a sberloni dopo-
-Come ti dicevo, nessuno in giro. Camminavo perso nei miei deliri. Ma arrivato sotto il Carmilla bridge una figura emerge dagli oscuri anfratti e mi sbarra la strada; spaventato, mi volto per fuggire, ma una seconda ombra si materializza e mi blocca: sguardo satanico, canini insanguinati, una vampira!-
-Così hai tirato fuori paletti e crocifissi, e puff...-
-Che simpatico...-
-Sorry. Allora? Che è successo dopo?-
-Niente: volevano solo qualche informazione-
-Cioè?-
-Mi hanno chiesto se questa è la Terra-
-Vampire spaziali,quindi. Hai per caso chiesto se hanno qualche astronave da venderci?-
-Non ci ho pensato...-
-Poi che è successo?-
-Sono scomparse, letteralmente-
-Sembra un sogno-
Scritto alle 10:39 m. | Permalink | Commenti (0)
Ultimi commenti